La serie Camini delle fate (2021) presenta forme di vetro colorato, strombate in modo da sembrare cornici tutte rettangolari ma di dimensioni diverse, ordinatamente distribuite su un’ampia superficie plumbea.

Sono monadi che ci guardano; prospettive colorate e luminose che ci investono fino a farci immaginare di essere davanti a formazioni misteriose ed esoteriche come i Camini delle Fate della Cappadocia, percependo questi luoghi luminosi e cavi, scavati, abitati e affrescati fin dall’XI secolo da anacoreti ed eremiti: vere e proprie porte di luce che ci guardano e dietro le quali immaginiamo la vita.

Dalla roccia che custodisce e nasconde il colore degli affreschi al buio di una parete dove brillano le luci colorate dei vetri, emerge uno spazio evocato, primordiale, che viene però rovesciato dentro un altro spazio, reale, vissuto dal visitatore. Questi vetri in casting di colori e proporzioni differenti con centro in foglia oro 24 carati che segna l’ipotetica apertura “luminosa” di ogni forma prospettica, sono illuminate e illuminanti con una diversa rifrangenza di luce e di colore sull’ambiente. Il fruitore vive il concetto archetipico del “transito” inteso persino come morte e resurrezione, realizzato da una costellazione di finestre misteriose che lo suggeriscono e lo guidano. Lo spettatore “entra” così nell’opera, sperimentando in prima persona il potere palingenetico del colore e della luce.

Esposizioni

“Chiara Dynys. Sudden Time”, Varese, Villa e Collezione Panza, a cura di A. Bernardini, G. Verzotti (personale).

Pubblicazioni

Verzotti, A. Bernardini (a cura di), Chiara Dynys. Sudden Time, catalogo della mostra (Varese, Villa e Collezione Panza, 19 maggio – 5 settembre 2021), Magonza Editore, Arezzo 2021

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