Daniele Sigalot
1 ottobre 2022 - 2 febbraio 2023
WEM Gallery

OUT OF PLACE

Daniele Sigalot

WEM Gallery è lieta di annunciare OUT OF PLACE, mostra personale di Daniele Sigalot, con cui inaugura ufficialmente il nuovo spazio espositivo della galleria a Ornavasso, Lago Maggiore (VB).

Dal 1 ottobre 2022, la mostra abita per la prima volta gli oltre 1.000 mq riconvertiti all’interno della fabbrica Magistris & Wetzel Spa, dando vita ad un innovativo polo espositivo dedicato agli artisti WEM, in un contesto in bilico tra arte e industria.

OUT OF PLACE di Daniele Sigalot è la perfetta sintesi di questo ossimoro.

Amante dei paradossi, estetici e interiori, l’artista presenta una serie di opere iconiche della sua carriera, unite a lavori inediti realizzati appositamente per la mostra. Sigalot dà vita ad una narrazione che vive di ironia e provocazione, di inganno percettivo e di alterazione: un cortocircuito di equivoci e paradossi che riflette un presente carico di contraddizioni.

Out Of Place, mostra di Daniele Sigalot . WEM - Galleria d'arte

“La mostra OUT OF PLACE è una ginnastica in cui i nostri pensieri saltano, corrono, rotolano, fanno capriole, uscendo divertiti e un po’ scossi.”

Sonia Belfiore

La mostra

DANIELE SIGALOT. OUT OF PLACE
Testo a cura di Sonia Belfiore

OUT OF PLACE è la mostra personale di Daniele Sigalot (Roma,1976), una mostra densa e incisiva, che mette in luce una selezione di opere emblematica e trasversale della ricerca dell’artista e che segna l’appuntamento inaugurale della nascita di WEM Gallery. Partita nel 2017 come spazio di accoglienza e produzione per l’arte contemporanea WEM compie un passo ulteriore, stabilendo la sede della galleria all’interno degli spazi aziendali di Magistris & Wetzel. WEM apre le porte del suo quartier generale in un momento delicato e complesso, puntando sulle sfide più urgenti del nostro presente: investire in cultura, investire nella produzione artistica.

I lavori di Daniele Sigalot, artista con cui WEM ha iniziato a collaborare dal 2017, sono connotati da una leggerezza ironica, capaci di dare vita ad atmosfere oniriche e impossibili.  Attraverso le sue opere l’artista si serve e mescola immagini e scenari ripresi del quotidiano, sconvolgendo cliché e riferimenti pop sino a conferirgli nuovo significato.

Con un approccio giocoso e acuto alla vita, i lavori in mostra strappano un sorriso scoprendo un universo di emozioni e opposizioni. È il paradosso infatti ad incalzare la fruizione della mostra, uno strumento ed uno stimolo di riflessione che l’artista adopera per rivelare le debolezze della capacità di discernimento e i limiti del ragionamento. Spesso nella storia sono stati i paradossi basati su concetti semplici che hanno portato a grandi riflessioni e cambiamenti intellettuali come la scoperta di nuove regole matematiche o di nuove leggi fisiche. Con lo stesso spirito quelle di Sigalot non sono mere provocazioni, ma riflessioni profonde, volte a creare un rapporto con lo spettatore e a stabilire un nesso tra arte e vita.

Rappresentative della sperimentazione e della relazione dell’artista con diversi media, le opere in mostra spaziano dalla scultura all’installazione, dal neon alla fotografia creando un ambiente con pause ed accelerazioni, intimità e condivisione.

La mostra OUT OF PLACE è una ginnastica in cui i nostri pensieri saltano, corrono, rotolano, fanno capriole, uscendo divertiti e un po’ scossi. Tematiche quali l’attualità, la complessa griglia del sistema dell’arte, la gerarchia sono alcuni dei concetti messi in luce da Daniele Sigalot volti a stimolare il pensiero critico dello spettatore, messo alla prova e bersaglio dell’ironia dell’artista.

La prima opera in esterno accoglie lo spettatore e preannuncia il sarcasmo che accompagnerà la mostra: un grande origami con le sembianze di una barchetta dal titolo Clearly not a paper boat. Un paradosso visivo, tanto spaesante quanto ironico, che racchiude in sé il titolo stesso della mostra: OUT OF PLACE.

Clearly not a paper boat si trova in un contesto che non le appartiene, all’ingresso di un’azienda in un’area industriale non percorsa da fiumi, ingigantita rispetto alle misure giocattolo, pesantissima perché realizzata in acciaio. Ciò le toglie non sono la sua caratteristica leggerezza ma anche la sua funzione, la capacità di spostarsi, galleggiare e partire altrove. Grande e pesante Clearly not a paper boat è fuori luogo. Bizzarra come singolare è la scelta di una realtà imprenditoriale metalmeccanica di dedicare parte delle sue energie e know how alla produzione di arte contemporanea. Fuori dagli schemi come lo è Ornavasso per il mondo dell’arte e la sua agenda.

A dare il benvenuto nel primo spazio espositivo di WEM ci sono 4 sculture ad origami dalle sembianze di unicorno, cigno, aquila e barchetta. Le cromie accese contrastano con la compostezza quasi ieratica dei soggetti che, come delle sculture apotropaiche poste dinnanzi l’ingresso di una chiesa medievale, invitano lo spettatore a proseguire la mostra con uno sguardo divertito e attento. Le qualità distintive dei 4 soggetti, la leggerezza e la mobilità, contrastano con il materiale di cui sono realizzate: acciaio. Sono proprio le proprietà fisiche e le finalità produttive di questo materiale che Daniele esaspera e stravolge.

Grazie alla loro composizione Clearly not an origami of a unicorn, Clearly not an origami of an eagle, Clearly not a paper boat, Clearly not an origami of a swan, mettono in evidenza con forme giocose la deformabilità, la durezza del materiale e la sua resistenza alla rottura indagando possibilità espressive generalmente avulse dal contesto industriale. Contestualizzate in un momento storico caratterizzato da disordini sociali e guerre, l’utilizzo dell’acciaio e la sua lavorazione all’interno di un ambiente manifatturiero assumono contorni che trascendono la poetica leggerezza connotativa dei lavori di Daniele, conferendo alle opere una natura di resilienza e resistenza.

Proseguendo con la visita si scoprono gli articolati spazi di WEM, le stanze che sino a pochi mesi fa accoglievano il team negli uffici Magistris & Wetzel diventano ora luoghi in cui ospitare i lavori di Daniele. La natura unica degli spazi viene amplificata dalle opere che li abitano e li attivano: la serie fotografica Superficial, le installazioni luminose Bipolar Colors e la performance Writer’s block.

Nelle fotografie della serie Superficial l’eleganza delle opere lascia spazio all’ironia delle immagini scattate fra mare e cielo, in cui grandi nuvole di fumo colorato prendono vita grazie all’azione dell’artista. Soffermandosi di più sull’opera essa diventa straniante, divertente quanto disarmante. La composizione accattivante cede il passo a livelli di lettura ulteriori: la nuvola colorata sembra provocata da un razzo di segnalazione di una delle persone che tragicamente perdono la vita in mare. Inoltre, questa fotografia racchiude un momento performativo dell’artista dove, immerso sott’acqua, aspetta che lo scatto perfetto venga immortalato.

Il colore emerge preponderante anche nelle opere Bipolar Colors, un lavoro ironico e fresco in cui l’artista stravolge un concetto regalando allo spettatore un’esperienza inattesa. Due led dalle scritte ‘rosso’ e ‘azzurro’ sono creati con i loro colori complementari creando così un gioco semantico e una luce diffusa violacea nata dall’unione dei due colori.

Nella sala principale di WEM, il cuore pulsante della mostra, spiccano un nucleo di opere tra le più emblematiche della ricerca dell’artista, in cui risulta subito evidente la contrapposizione già anticipata da Bipolar Colors. Le opere sono infatti giocate per contrapposizione speculare, opere bianche da un lato e colorate lucide dall’altro, al centro campeggia una scultura monumentale.

L’intera composizione spicca per dimensioni, dialogo con l’ambiente industriale e la capacità di coinvolge lo spettatore creando una sintonia cucita su inganni visivi. Il cortocircuito innescato da Daniele si costruisce per equivoci, aeroplanini, mandala e fogli accartocciati di alluminio si sostituiscono a quelli di carta.

Il leggero diventa pesante, il superfluo protagonista, gli insuccessi buone idee.

La carta, materiale con cui solitamente ogni creativo si interfaccia nelle prime fasi di ideazione, prende vita in un’azione elegante ma rovinosa in 226 paper planes simultaneously hitting the wall. Due stormi di aeroplanini colpiscono in modo simmetrico i due lati delle pareti di ingresso come se l’episodio fosse appena avvenuto. Il sapore di quest’azione spettacolare e travolgente rivela un disegno armonico e un esemplare di aeroplanino di differente cromia, evidenziando caratteristiche quali l’unicità ed il contrasto in un presente ridondante

Nell’ opera Master of Mistake il gesto consueto del buttare un foglio accartocciato viene amplificato dall’artista sino a creare monumento al concetto di fallimento; idee poco vincenti e riflessioni sbagliate trovano nuova vita e forza riunite tutte insieme in un’opera di grande impatto visivo che dona una rinnovata percezione dell’oggetto, in cui un gesto ordinario diventa straordinario. Anche in Inconsistenly logical, un mandala, un diagramma simbolico che rappresenta l’universo e l’origine del cosmo e solitamente atto a favorire la meditazione, Daniele propone allo spettatore la ripetizione assemblata con cura di 21 errori.

Il sorriso liberatorio e la leggerezza che le opere di Daniele conferiscono, sono capaci di innescare un legame empatico con chi le osserva grazie alla loro ironia. L’ironia però, anche quando si rivela sotto forma di gioco, è emblematica dello spaccato sociale di un luogo, di un sistema di rappresentazione.  Il gioco ha infatti la capacità di scandagliare un sistema e di rivelare gerarchie nascoste. Cosa rivela e cosa nasconde l’ironia? Erasmo da Rotterdam scrisse che per mezzo dell’umorismo, quest’ultimo può dire ciò che per altri è indicibile. Ed è infatti con una piccola ma potente opera che il percorso della sala principale si conclude: un piccolo post-it di alluminio su di cui si staglia la dichiarazione NOTHING REALLY MEANINGFUL HERE.

Una provocazione lanciata allo spettatore sull’importanza della cultura e della rilevanza della figura dell’artista in un presente arido di spirito critico o forse un’affermazione dell’artista relazionando l’arte al caos ed ai disordini sociali che tristemente costellano il presente.

La mostra si conclude e si amplifica negli spazi dedicati al magazzino della produzione Magistris & Wetzel, in cui sono esposte alcune tra le opere più conosciute dell’artista, Mappe e ENOUGH.

Grazie a questi lavori la mostra acquista una nuova connotazione, se nelle opere precedenti il legame diretto con lo spettatore si costruiva con il gioco ed il paradosso, con ENOUGH  e Mappe il pubblico diventa parte integrante dell’opera. La contemplazione è il fulcro di entrambi i lavori che vertono rispettivamente sui concetti di tempo (ENOUGH) e di spazio (Mappe), come forme universali dell’esistenza della materia.

ENOUGH è un countdown irreversibile che, grazie a un software, può funzionare anche quando non è collegato a nessun dispositivo. Se il display digitale che mostra il conto alla rovescia di 1000 anni, (31.556.908.800 secondi) da un lato pone lo spettatore dinnanzi alla sua finitezza, dall’altro innesca una riflessione sul concetto di infinito. Cosa si trova al di là dei propri limiti spazio-temporali?

Il ritmo cambia con A portrait of you in …, in cui con un incedere vorticoso ciascun fruitore diventa un’essenza metamorfica. Le sagome nelle mappe mutano, si evolvono e dilatano all’interno della topografia della città sino a frantumarsi. L’osservare i lavori comporta il diventarne parte in moto continuo, sempre in movimento. Le topografie delle città, fedelmente riportate sulla superficie specchiante, restituiscono in maniera scombinata l’immagine di chi vi si avvicina, un’immagine però tanto disarticolata quanto vera, in quanto capace di restituire con schiettezza la complessità di ogni individuo del nostro tempo.

OUT OF PLACE è uno sguardo verso un mondo interiore, fatto di frammenti vibranti che si compone di colori, riflessi, rimandi simbolici e paradossi che creano uno spazio in continua evoluzione in cui lo spettatore viene invitato ad immergersi.

DANIELE SIGALOT 

Daniele Sigalot è un artista concettuale, il cui linguaggio artistico è allo stesso tempo gioioso, cinico, ironico e assurdo. Nato a Roma nel 1976, si forma creativamente nel campo della pubblicità, dove lavora per 7 anni tra Italia, Spagna e Gran Bretagna. Nel 2007 lascia Saatchi&Saatchi Londra per dedicarsi a tempo pieno alla sua carriera artistica. La sua produzione varia dalle sculture metalliche alle installazioni site specific, tenendo come filo conduttore l’ambiguità tra essenza ed apparenza, sia semantica che semiotica. Dalla sua prima mostra, nel 2007, i suoi lavori sono stati esposti in più di 40 mostre in tutto il mondo. Le sue mostre più importanti includono, la Galleria Nazionale a Roma, la Reggia di Caserta, il Museum of Art and Design di Miami, Palazzo Reale a Napoli, Palazzo Ducale a Genova e la Triennale di Milano. Nel 2019 dopo 10 anni passati a Berlino, Sigalot ha spostato il suo studio “La Pizzeria” a Napoli.

Daniele Sigalot. OUT OF PLACE 

1.10.2022 – 2.02.2023

Opening: sabato 1 ottobre, a partire dalle ore 18.00 

Strada Romana di Sotto, 2, 28877

Ornavasso – Lago Maggiore (VB) 

OUT OF PLACE, mostra personale di Daniele Sigalot

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