The Algorithm Dream

The Algorithm Dream

The Algorithm Dream cita in maniera esplicita orologi fusi di Salvador Dalì in “La persistenza della memoria” offrendo una rilettura del Surrealismo in chiave contemporanea. C’è un legame tra il surrealismo e il capitalismo della sorveglianza, Quest’ ultimo inteso come un nuovo ordine economico che rende l’esperienza umana una materia prima gratuita per pratiche commerciali nascoste di estrazione, predizione e vendita.

Il capitalismo della sorveglianza si serve dell’algoritmo di ricerca con una logica parassitaria nella quale la produzione di merci è subordinata a una nuova architettura globale di trasformazione comportamentale dell’individuo e delle masse. Come sottolinea Kenneth Goldsmith, “Il web si tinge di surrealismo e utilizza i suoi metodi di deriva, disorientamento e disgiunzione come modi per aprire esperienze nuove e sconosciute”. L’algoritmo cura e organizza i nostri desideri come una forza libidica digitale, stiamo sognando i sogni di qualcun altro, di un subconscio digitale gestito da un algoritmo e per questo motivo diventiamo sempre più disorientati e indifesi. La scultura rappresenta un pound ingigantito che sciogliendosi sembra prendere una forma diversa e alterare le sembianze della regina. Questa scultura è una serie che si ripete nella stessa forma ma in diverse combinazioni di colori, come un sogno che si ripete in momenti diversi e continua a riemergere ogni notte.

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