Daniele Sigalot
06 Febbraio 2022 - 28 Febbraio 2022
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Master of mistakes

Daniele Sigalot

Molare e molecolare sono termini dialettici che contestualizzano l’opera di Daniele Sigalot. I fogli d’alluminio, realizzati in scala 1:1 come fossero centinaia di carte da cestinare, sembrano connessi da un’energia atomica che gestisce la gravità orchestrale dei singoli elementi.

La forma finale è una sfera planetaria che sfida lo spazio quantistico, un nucleo semantico dalle radici euclidee e dai codici geologici, metafora virtuosa dei processi molecolari che sostengono l’universo digitale del nuovo millennio.

– Gianluca Marziani

Volevo vedere cosa sarebbe successo se avessi messo tutti miei sbagli in una singola stanza. Quei fogli accartocciati e malconci, portatori di pensieri sghembi e zoppi, si sarebbero trasformati da cattive idee nel loro opposto una volta che avessero unito le forze?

La mostra

Una sala de La Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, per tutto il mese di febbraio 2022, ospita una monumentale e singolare scultura che il suo creatore, l’artista Daniele Sigalot, ha ideato e realizzato per rappresentare tutte le idee sbagliate che ha collezionato lungo la sua vita. L’opera, esposta per la prima volta dopo la sua recente creazione, misura oltre due metri e mezzo di diametro e pesa oltre cinquecento chili.

Il titolo dell’opera Master of Mistakes (2022), simbolo ideale di un agglomerato di “sbagli” che diventano arte, conferma l’interesse che Sigalot nutre verso gli ossimori. La scultura dall’apparenza fragile e cartacea, ha in realtà una natura solida e metallica, essendo realizzata in alluminio e acciaio con un peso che supera i cinque quintali. Un paradosso estetico che si estende al concettuale visto che la natura errata di queste idee è negata dalla loro presenza all’interno di un museo di prestigio mondiale dove le è stato dedicato uno spazio adiacente al Salone Centrale, in cui è ospitata la mostra del maestro Ettore Spalletti. Migliaia i “fogli” accartocciati che formano una gigantesca sfera, alta poco meno di tre metri, a rappresentare le idee destinate al cestino che – secondo l’autore romano – unendosi, trovano una via di fuga dal loro inevitabile destino e, invece che nella raccolta differenziata, finiscono esposte in uno dei musei più importanti d’Italia.

Volevo vedere cosa sarebbe successo se avessi messo tutti miei sbagli in una singola stanza. Quei fogli accartocciati e malconci, portatori di pensieri sghembi e zoppi, si sarebbero trasformati da cattive idee nel loro opposto una volta che avessero unito le forze? La ripetizione ossessiva di uno sbaglio può diventare un successo?” dichiara l’artista.

Il critico d’arte Gianluca Marziani in un’analisi di Master of Mistakes ha scritto: “Molare e molecolare sono termini dialettici che contestualizzano l’opera di Daniele Sigalot. I fogli d’alluminio, realizzati in scala 1:1 come fossero centinaia di carte da cestinare, sembrano connessi da un’energia atomica che gestisce la gravità orchestrale dei singoli elementi. La forma finale è una sfera planetaria che sfida lo spazio quantistico, un nucleo semantico dalle radici euclidee e dai codici geologici, metafora virtuosa dei processi molecolari che sostengono l’universo digitale del nuovo millennio. Il foglio di carta è l’unita di misura creativa che attraversa la storia del disegno, catturando al suo interno la semantica giocosa di Alighiero Boetti, gli equilibri tautologici di Giulio Paolini, le formazioni cellulari di Tony Cragg. Dal foglio nasce l’intento seriale che riorganizza le radici minimaliste del modulo, moltiplicando l’unità (molare) per formare un abbraccio sincronico (molecolare) della molteplicità. Gli sbagli diventano esperienza, il dialogo diventa pensiero, le correzioni diventano scultura.”

 

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