MASTER OF MISTAKES – Daniele Sigalot
Editoriali

MASTER OF MISTAKES – Daniele Sigalot

Daniele Sigalot

WEM EDITORIAL #3 DANIELE SIGALOT

MASTER OF MISTAKES (2022)

Possono gli errori significare qualcosa di diverso dal fallimento? L’artista Daniele Sigalot (1976; Roma) presenta Master of Mistakes (2022) alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma , facendo degli errori un’opera d’arte. In mostra fino alla fine di febbraio 2022, l’opera traccia il percorso creativo dell’artista dove gli errori diventano esperienza, dialogo, pensiero, forma.

MASTER OF MISTAKES di Daniele Sigalot - WeM

Master of Mistakes (2022) mostra la natura mastodontica, irriverente, disordinata e allo stesso tempo armoniosa del processo creativo. L’opera è una scultura dalla forma sferica, fatta di idee cestinate, progetti incompiuti, fallimenti e indecisioni.

Migliaia di fogli accartocciati diventano un’ode al non finito, all’imperfetto, all’errore inevitabile, ma anche un dialogo interiore che traccia il percorso creativo e artistico di Daniele Sigalot. È l’unione simbolica di tutte le idee abbandonate, scartate, che nel tempo si sommano all’incompiutezza ma che, riunendosi, trovano la forza di sfuggire al loro inevitabile destino. Il foglio accartocciato è infatti segno e metafora dell’errore quotidiano, dell’indecisione, di qualcosa che viene gettato via. Un apparente insieme di fogli di carta, leggeri ed effimeri, rivela e comunica quel peso celato dietro ogni grande sforzo, di studio, analisi e ricerca spasmodica, e metaforicamente riferibile ad ognuno di noi.

MASTER OF MISTAKES di Daniele Sigalot - WeM

Il titolo sintetizza la natura ossimorica dell’opera e conferma ancora una volta l’attitudine ludica dell’artista e la sua ricerca sulla risignificazione semantica e visiva della percezione della realtà. La scultura è in apparenza fragile e cartacea, è in realtà solida e metallica, pesa oltre cinque quintali. L’opera traduce e rivela il paradosso estetico attraverso la leggerezza della carta e la sua incarnazione nell’essere materiale del metallo.

Gli errori possono quindi significare qualcos’altro? L’arte di Daniele Sigalot diventa un meccanismo che può trasformare l’errore in virtù, e lo traduce in un incontro materiale, reale, presente, che solo nell’alleanza dei suoi elementi può trovare modo di esistere. La forma molecolare della sfera accoglie le differenze, le rende omogenee e ogni fallimento diviene necessario per raggiungere l’unità. Ecco che Master of Mistakes racconta simbolicamente e metaforicamente qualcosa del nostro tempo, di noi, delle nostre imperfezioni, dei nostri errori, e di come questi possano assumere un significato differente.

MASTER OF MISTAKES di Daniele Sigalot - WeM

In un’analisi dell’opera di Sigalot, il critico d’arte Gianluca Marziani spiega “I fogli di alluminio sembrano collegati da un’energia atomica che gestisce la gravità orchestrale dei singoli elementi. La forma finale è una sfera planetaria che sfida lo spazio quantistico, un nucleo semantico con radici euclidee e codici geologici, metafora virtuosa dei processi molecolari che sostengono l’universo digitale del nuovo millennio.”

“Dai fogli di carta- aggiunge il curatore – nasce l’intento seriale che riorganizza le radici minimaliste del modulo, moltiplicando l’unità (molare) per formare un abbraccio sincronico (molecolare) della molteplicità. Gli errori diventano esperienza, il dialogo diventa pensiero, le correzioni diventano scultura”.

MASTER OF MISTAKES di Daniele Sigalot - WeM

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